Come eravamo: i ricordi del cuore.

Ecco Palau del secolo scorso: c’erano il treno, i primi bagnanti e… un asinello.

Molti turisti ci scrivono e ci chiedono: molto bella la Palau di oggi. Ma come era 50 anni fa? Esisteva? Potete dircelo?

Certo che possiamo dirvelo. Abbiamo trascorso un pomeriggio negli archivi storici del Comune di Palau ed ecco che cosa abbiamo trovato: le immagini che vedete qui sotto, che riproducono Palau come era tanti anni fa. Sono i ricordi del cuore, che piacciono a noi palaesi per sottolineare il nostro personale “come eravamo” e, ci auguriamo, piaceranno anche a voi che amate la nostra città e l’avete scelta per le vostre vacanze. Osservate le foto e leggete le didascalie.

Palau è proprio bella: oggi come ieri.

1940: SI DISEGNA LA FUTURA CITTA’ – Apriamo il “servizio dei ricordi” mostrandovi Palau, qui sopra, come era nel 1948. Poche case, poche infrastrutture, tanta campagna. Ma già si delineavano le strutture della futura città. L’ampio spiazzo che vedete al centro della foto, è l’attuale parcheggio automobilistico ed ex campo sportivo. La foto è stata scattata da Baragge: sulla sinistra c’è Via Capo d’Orso, sulla destra il lungomare, oggi porticciolo turistico e nuova passeggiata. Le case si potevano contare una a una, forse 20, forse 30. Già si innalzava qualche palazzetto.

INIZIANO LE PRIME ATTIVITA’ – L’immagine che vedete qui sopra somiglia a quella che abbiamo visto a sinistra, con poche differenze. Invece, tra uno scatto e l’altro, sono passati almeno 10 anni. Palau si ingrandisce. Si contano più case, qualche palazzetto in più, si notano le prime vie di collegamento interne, tutte in terra battuta (l’asfalto arriverà qualche anno dopo). I ricordi della tragica guerra sono lontani, iniziano le prime attività commerciali grazie al porto, si aprono i primi negozi alimentari, il panettiere, il fruttivendolo, le prime vetrine luminose dei barbieri e dei bar.

IL TRENO CI COLLEGA AL RESTO DELLA SARDEGNA

E’ festa grande quando a Palau viene inaugurata la ferrovia che collegherà il paese nascente al resto della Sardegna, a Tempio Pausania soprattutto e a Sassari. Qui sopra vediamo i binari che portano alla stazione di Palau (detta “di subbra”, di sopra, per differenziarla da quella “di suttu”, di sotto, cioè del porto, il apolinea). Il treno offre mille possibilità ai palaesi, gli scambi commerciali si intensificano, i viaggi verso i villaggi interni non durano più giorni (a cavallo o in carrozza), ma poche ore. E’ l’avvento dell’era moderna.

ARRIVANO (IN TRENO) I PRIMI TURISTI

Possiamo senz’altro dire che i primissimi turisti a Palau non arrivavano in auto o in moto o in aereo o in nave (come avviene oggi), ma in treno. Ecco, nella foto sopra, uno dei primi (i primissimi furono quelli a vapore) convogli che ha appena “scaricato” alla stazione di Palau-porto una ventina di bagnanti, pronti a tuffarsi nel mare di Palau Vecchio (spiaggia frequentatissima anche oggi). Il turismo cambia il volto del paese. Si affittano stanze ai vacanzieri, via Nazionale, nella parte finale, diventa la passeggiata ufficiale.

ECCO MORELLO, L’ASINO “SPAZZINO” DI PALAU

Questa immagine toccherà il cuore di molti palaesi oggi ultrasessantenni. Vediamo un gruppetto attorno a Morello, l’asino che tirava il carretto della spazzatura che passava di porta in porta a Palau. L’anno di riferimento è il 1941. Ecco i nomi. Da sinistra a destra, in piedi: Giulia Deina, Rosa zia Langiu, Bruno Cortopassi, Paolo Langiu (che stringe al petto la testa di Morello), Giovannina Cortopassi, Graziano Deiana in braccio alla sorella Lisetta, e una bambina della quale ci sfugge il nome. Seduti, tanti bambini di allora: chi li riconosce?

QUI TUONAVANO I CANNONI, OGGI C’E’ UN TEATRO

Questa immagine ha ricordi sinistri. E’ l’antica scalinata in granito all’interno della Fortezza di Monte Altura che portava ai loculi in cui erano piazzati i cannoni che proteggevano l’Arcipelago da attacchi nemici via mare. Chissà quanti soldati hanno fatto su e giù, durante la guerra, lungo questa scalinata infinita. Dall’attuale Amministrazione Comunale Palaese, vengono organizzate le più importanti serate teatrali estive di Palau.

COME ERAVAMO: ECCO I PALAESI DI 50-60 ANNI FA, LI RICONOSCETE?

Un lettore ci ha inviato questa foto e ci ha detto: pubblicatela, molti palaesi si riconosceranno e magari saranno felici di mostrare l’immagine a parenti e amici. Giusto. Cerchiamo, dunque, tutti insieme, di capire chi siamo e come eravamo 50-60 anni fa. La classe, come si può intuire dalla V di un alunno cucita sul grembiule nero (l’ultimo a destra, in piedi) è la 5 elementare e la scuola era quella sicuramente ubicata negli antichi casermoni di Montiggia, all’ingresso di Palau. La persona in piedi che osserva i ragazzi con attenzione e veste una giacca a “due bottoni”, come si usa anche oggi, è il Direttore Didattico Fabio Carlino. Se sbagliamo i nomi, gli interessati (o i parenti) sono pregati di telefonarci in redazione e correggerli, sarà questione di un attimo.

Vediamo ora gli alunni della prima fila in basso, seduti, da sinistra a destra: Luciano Verre, Tonino Deiana, Paolo Nicoli, Natalino Paddeu, Filippo Sanna, Pietro Azara, Domenico Bianco, Italo Filigheddu, Tommaso Orecchioni.

Passiamo ora agli alunni della seconda fila, in alto, in piedi, da sinistra a destra: Piero Nieddu, M.P. Mannoni, Fulvia Sotgiu, Rosanna Arras, la Maestra Brughitta, Domenica Azzena, Vera Piga, Isa Uleri, Maddalena Orecchioni, Giuseppe Deiana, Tonino Ciboddo, Modesta Vacca, Luigia Scarpa, Pina Solarino, Giovanna Nieddu, Giovanna Careddu.

Ecco fatto: contenti? E voi che non siete nella foto: avete a casa immagini come questa, antiche, di Palau e di palaesi del secolo scorso? Inviatecele, le pubblicheremo e accontenteremo tutti. Sarà un modo per restare sempre uniti, vicini, come eravamo appunto ai tempi delle elementari. Chi scrive queste note, per esempio, riconosce nella foto qui sopra, amici d’infanzia rimasti carissimi che porta nel cuore e dai quali non si è mai separato.

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